Delibera ECM 10/2026: cosa cambia per la formazione continua in sanità
La formazione continua in sanità è un elemento essenziale per garantire competenze aggiornate, qualità degli interventi e sicurezza nelle pratiche professionali. Con la Delibera ECM 10/2026, il sistema di Educazione Continua in Medicina compie un ulteriore passo verso una formazione più moderna, flessibile e coerente con l’evoluzione dei contesti sanitari e formativi.
Il provvedimento aggiorna le tipologie formative e i criteri di attribuzione dei crediti ECM, introducendo una classificazione più articolata delle attività formative e valorizzando modalità oggi sempre più diffuse, come la formazione a distanza, la formazione ibrida, la simulazione, la formazione blended e l’apprendimento sul campo.
L’obiettivo è rendere il sistema ECM più aderente ai bisogni reali dei professionisti sanitari, riconoscendo non solo la partecipazione ai corsi, ma anche la qualità dell’esperienza formativa, l’interattività, la tracciabilità, la verifica dell’apprendimento e l’applicazione concreta delle competenze.
Entrata in vigore: attenzione alle tempistiche
Un primo aspetto importante riguarda l’entrata in vigore delle nuove disposizioni. La Delibera stabilisce che l’attuazione richiederà adeguamenti informatici e procedurali da parte degli enti accreditanti e del sistema ECM.
Le nuove regole diventeranno quindi pienamente efficaci al completamento di tali adeguamenti e comunque non oltre il 31 dicembre 2026. Fino a quel momento continueranno ad applicarsi le disposizioni attualmente vigenti.
Questo passaggio è particolarmente rilevante sia per i professionisti sanitari, che dovranno orientarsi tra le nuove modalità formative, sia per i provider ECM, chiamati ad adeguare procedure, piattaforme, sistemi di tracciamento e modalità di verifica.
Nuove tipologie formative ECM: una classificazione più completa
La Delibera riorganizza le attività ECM in diverse aree formative, ciascuna con specifici criteri di assegnazione dei crediti. Tra le principali tipologie individuate troviamo:
• formazione residenziale;
• formazione sul campo;
• formazione ibrida;
• formazione a distanza;
• simulazione;
• formazione blended;
• docenza, tutoring e altri ruoli formativi.
Questa nuova articolazione riflette un cambiamento importante: la formazione ECM non è più pensata soltanto come lezione frontale o aggiornamento teorico, ma come un sistema più ampio, capace di integrare esperienze pratiche, confronto professionale, strumenti digitali, attività interattive e percorsi applicativi.
FAD, webinar e formazione digitale: più tracciabilità e qualità
Una delle aree più significative riguarda la formazione a distanza, ormai parte integrante dell’aggiornamento professionale in sanità.
La Delibera distingue in modo più chiaro tra FAD asincrona, FAD sincrona e formazione con materiale tecnico-scientifico distribuito dal provider.
La FAD asincrona, come i corsi e-learning, si basa sull’utilizzo di materiali didattici fruibili online senza vincoli di orario. In questo caso diventa centrale la tracciabilità delle attività svolte in piattaforma, il completamento del percorso, l’identificazione del professionista e la verifica dell’apprendimento.
La FAD sincrona, invece, riguarda webinar, aule virtuali e sessioni formative in diretta. Anche in questo caso assumono grande importanza la registrazione degli accessi, la rilevazione della presenza, l’interazione con docenti e tutor e la somministrazione di prove di apprendimento adeguate.
Il messaggio è chiaro: la formazione online viene pienamente riconosciuta, ma deve essere progettata e gestita con criteri rigorosi, garantendo qualità didattica, partecipazione effettiva e corretta documentazione delle attività.
Formazione ibrida: una modalità sempre più strutturata
La Delibera dedica attenzione anche alla formazione ibrida, intesa come attività formativa in presenza con possibilità di collegamento individuale da remoto per una parte dei discenti o dei docenti.
Si tratta di una modalità sempre più diffusa, soprattutto dopo l’accelerazione digitale degli ultimi anni. La formazione ibrida consente di ampliare l’accessibilità ai percorsi formativi, mantenendo al tempo stesso una componente in presenza.
Anche in questo caso, però, la flessibilità deve essere accompagnata da regole chiare: la presenza deve essere documentata secondo la modalità di fruizione dell’evento, in presenza o da remoto, e la prova di apprendimento deve essere uniforme per tutti i partecipanti.
Più valore all’interattività e al coinvolgimento
Un altro elemento rilevante della Delibera è la valorizzazione delle metodologie interattive.
Nella formazione residenziale e nella formazione digitale vengono riconosciuti come elementi qualificanti strumenti e approcci capaci di aumentare il coinvolgimento dei partecipanti: studio di casi, lavori a piccoli gruppi, role playing, problem based learning, brainstorming, attività pratiche, video, gamification, digital storytelling, simulazioni e strumenti di feedback.
Questo orientamento conferma una visione più moderna della formazione ECM: non basta trasmettere contenuti, è necessario costruire esperienze formative che favoriscano attenzione, partecipazione, apprendimento attivo e trasferibilità nella pratica professionale.
Formazione sul campo: apprendere dalla pratica professionale
La Delibera rafforza anche il ruolo della formazione sul campo, riconoscendo il valore dell’apprendimento che nasce dall’esperienza diretta, dal confronto tra pari e dall’analisi dei processi professionali.
Rientrano in quest’area attività come il training individualizzato, i gruppi di miglioramento, gli audit, gli studi e le ricerche.
Si tratta di modalità particolarmente rilevanti per i professionisti sanitari, perché permettono di collegare la formazione alla pratica quotidiana: supervisione, affiancamento, analisi dei casi, revisione delle procedure, miglioramento dei processi organizzativi e valutazione degli esiti.
L’ECM, in questa prospettiva, non è solo aggiornamento teorico, ma diventa uno strumento concreto di sviluppo professionale e miglioramento della qualità dei servizi.
Simulazione: formazione in ambiente protetto
Tra le novità più interessanti rientra la valorizzazione della simulazione.
La simulazione consente di ricreare situazioni vicine alla realtà professionale in un ambiente protetto, permettendo ai partecipanti di esercitare competenze, prendere decisioni, osservare le conseguenze delle proprie azioni e riflettere sugli esiti.
La Delibera fa riferimento a diverse forme di simulazione, tra cui simulazione procedurale, paziente simulato, simulazione clinica full immersion, simulazione in situ, realtà virtuale, ambienti virtuali e tecnologie avanzate.
Questa modalità assume un ruolo strategico soprattutto nei percorsi in cui è fondamentale allenare competenze tecniche, relazionali, decisionali e multiprofessionali, contribuendo anche alla riduzione del rischio clinico.
Formazione blended: percorsi più integrati e flessibili
La formazione blended viene definita come combinazione di diverse tipologie formative all’interno dello stesso percorso. Può includere, ad esempio, moduli e-learning, sessioni sincrone, attività in presenza, formazione sul campo o momenti applicativi.
Questa impostazione permette di costruire percorsi più ricchi, flessibili e personalizzati, nei quali il professionista può alternare studio individuale, confronto con i docenti, attività pratiche e verifiche dell’apprendimento.
La Delibera riconosce quindi il valore di una progettazione formativa integrata, capace di combinare strumenti diversi in funzione degli obiettivi didattici.
Docenza, tutoring e ruoli formativi
Un ulteriore aspetto riguarda il riconoscimento dei ruoli coinvolti nella formazione ECM.
La Delibera distingue tra docenti, relatori, tutor d’aula, tutor FAD, responsabili scientifici, facilitatori di simulazione, coordinatori della formazione sul campo e altre figure che contribuiscono alla qualità del percorso formativo.
Questo passaggio è significativo perché evidenzia la complessità della progettazione ECM: un evento formativo efficace non dipende solo dai contenuti, ma anche dalla qualità dell’organizzazione, dal supporto ai discenti, dalla supervisione scientifica e dalla capacità di accompagnare il processo di apprendimento.
Cosa cambia per professionisti e provider
Per i professionisti sanitari, la Delibera ECM 10/2026 apre a una maggiore varietà di modalità formative. Sarà possibile accedere a percorsi più flessibili, digitali, interattivi e orientati alla pratica, con una crescente attenzione alla qualità dell’apprendimento e alla reale acquisizione di competenze.
Per i provider ECM, invece, le novità comportano una maggiore responsabilità nella progettazione e nella gestione dei percorsi. Sarà necessario garantire tracciabilità, documentazione della presenza, verifiche dell’apprendimento, qualità percepita, accessibilità delle informazioni e adeguati strumenti di controllo.
La qualità della formazione diventa quindi un elemento sempre più centrale, non solo sul piano dei contenuti, ma anche sul piano metodologico, tecnologico e organizzativo.
Verso un ECM più moderno e orientato alla qualità
La Delibera ECM 10/2026 rappresenta un aggiornamento importante del sistema di formazione continua in sanità. Il provvedimento non si limita a ridefinire criteri e tipologie, ma accompagna l’ECM verso un modello più moderno, capace di integrare presenza, digitale, pratica professionale, simulazione e apprendimento attivo.
In questo scenario, la formazione continua diventa sempre più uno strumento strategico per sostenere la crescita dei professionisti sanitari, migliorare la qualità dei servizi e promuovere competenze aggiornate, responsabili e realmente applicabili nei contesti di cura.